Giovanni Franzoni, campione di sci alpino italiano, punta di diamante della nuova generazione azzurra e medaglia d’argento olimpica nella discesa libera ai Giochi di Milano Cortina 2026.
Atleta polivalente originario di Manerba del Garda che gareggia per il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle ed eccelle specialmente nelle discipline veloci (discesa e super-G) e in slalom gigante, è intervenuto alla 9° edizione del “Festival dello Sport” a Trento.
Durante la manifestazione gli è stato chiesto come ha fatto ad essere licido, in una Olimpiade, prima della sua gara: “Sono arrivato alla gara più sereno del solito. Nei training non sentivo la tensione, che è giunta però prima del via, ma guardandomi in giro tanti campioni, compreso Odermatt, erano in apprensione. Ero più leggero degli altri ed ho sciato bene. Una giornata ricca di emozioni”.
Insieme a Domenik Paris, che era al fianco in sala, gli è stato chiesto quale effetto le fa la pista di Lauberhorn, a Wengen? Per entrambi due infortuni vissuti in modo diverso: più serenamente da Paris, con inquietitudine da Franzoni.
“Devo migliorare l’approccio mentale, afferma Giovanni, e questo vorrei impararlo dal mio collega Domenik”. “Mentre mi è molto più facile, adesso, approcciare la gara in modo più lineare; sebbene devo migliorare a gestire la tensione, il sollievo arriva dal fatto che faccio ciò che amo. La scorsa stagione sono partito per fare almeno un podio, e puoi ne ho fatti ben sei. Vediamo in questa nuova stagione cosa riuscirò a fare di bello!”.

