Ci sono numeri che nello sport smettono di essere fredde statistiche e diventano monumenti alla costanza, alla tradizione e al territorio. Per la Granfondo Val Casies, quel numero è 80.000. Il prossimo 20 e 21 febbraio 2027, l’edizione numero 43 della storica kermesse altoatesina non celebrerà soltanto i vincitori sul podio, ma si prepara a festeggiare un traguardo collettivo che ha il sapore del mito.
Ottantamila finisher dal 1984 a oggi significa immaginare lo stadio di San Siro esaurito in ogni ordine di posto, o la marea umana di un concerto rock di Bruce Springsteen, ma trasposta sul candore silenzioso di una delle valli più affascinanti dell’Alto Adige.
La Val Casies, oggi saldamente la seconda granfondo più importante d’Italia, incarna alla perfezione la “democrazia” dello sci di fondo. È quel luogo magico dove il campione d’élite, che si batte per i punti del circuito internazionale Ski Classics Challengers, per la Coppa Italia Senior o per il titolo tricolore Under 23, si ritrova a condividere la stessa neve, gli stessi binari e la stessa fatica dell’amatore arrivato dall’Australia o dalla Nuova Zelanda.
Le iscrizioni, aperte a oltre quattro mesi dal via, registrano già atleti da 24 nazioni.
È la conferma che l’evento guidato dal presidente Walter Felderer ha superato i confini della competizione locale per farsi brand globale del turismo sportivo. Il format d’altronde è un classico intramontabile: il sabato dedicato alla tecnica classica, la domenica alla tecnica libera, con le canoniche distanze da 30 o 42 chilometri che da San Martino si spingono fino ai paesaggi incontaminati di Santa Maddalena. Senza dimenticare il futuro della disciplina, con una MiniValCasies che punta al record di 400 giovani partenti, impreziosita quest’anno dai ragazzi del biathlon targato FISI.
Dietro la poesia del paesaggio c’è però una macchina organizzativa che non si ferma mai. Tra poche settimane, i cannoni sparaneve inizieranno a disegnare la pista in vista della prima apertura parziale a Sant’Ambrogio. In un’epoca in cui gli sport invernali devono fare i conti con la meteo e i cambiamenti climatici, la resilienza e la programmazione della Val Casies sono un modello di gestione.
La quota d’iscrizione (78 euro per una gara, con tariffe agevolate per la formula non competitiva “Just for Fun”) non è solo il prezzo di un pettorale: è il biglietto d’ingresso per entrare in una storia condivisa. Chiunque sarà il fortunato concorrente numero 80.000 a tagliare il traguardo, sappia che dietro quel passo ci saranno quarant’anni di volontariato, di amore per la montagna e di una passione che, inverno dopo inverno, non accenna a raffreddarsi.

