martedì, Novembre 3, 2026
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Le parole di Lisa Vittozzi, regina di Monaco: “BISOGNA SAPER DOSARE LE ENERGIE, MI SONO DIVERTITA FINO ALLA FINE”

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L’azzurra riscatta i passi falsi della prima giornata con una gestione di gara magistrale: la campionessa olimpica lancia un segnale chiarissimo in vista della Coppa del Mondo.
Classe, strategia e quella freddezza glaciale che appartiene solo alle fuoriclasse.
Lisa Vittozzi firma un autentico capolavoro all’Olympiapark di Monaco di Baviera, conquistando con autorità la seconda super sprint del Loop One Festival 2026. Sulle nevi artificiali della kermesse tedesca, l’azzurra non ha solo vinto: ha impartito una lezione di gestione tattica, respingendo l’assalto ravvicinato della rivale di sempre, la transalpina Julia Simon.
Un duello rusticano, un testa a testa ad altissima tensione che ha infiammato il pubblico bavarese fino all’ultimo colpo. Simon ha provato a far saltare il banco con i suoi ritmi forsennati, ma la campionessa friulana ha saputo incassare, ragionare e colpire nel momento decisivo.
Al termine della battaglia, un’intervista rilasciata ai microfoni di Biathlon Azzurro fotografa alla perfezione lo sforzo titanico e la soddisfazione dell’azzurra: “Oggi mi sono sentita un po’ meglio anche nella gestione del poligono. È stato divertente, anche se molto faticoso, perché comunque sono state quattro tirate di collo molto intense. Però dai, mi sono divertita ed è stata una bella battaglia fino alla fine”.
La chiave del successo è risieduta tutta nella mente e nell’esperienza di Lisa. Conoscere il nemico è la prima regola dei grandi strateghi, e Vittozzi sapeva benissimo cosa aspettarsi dalla transalpina: “Sapevo che comunque lei mi avrebbe cercato di mettere un po’ sotto pressione, ma ormai ci conosciamo da tanto tempo, quindi conosco le sue tattiche”.
È stata proprio questa consapevolezza a permetterle di disinnescare la trappola psicologica di Simon. Invece di farsi trascinare nella foga della transalpina, la sappadina ha saputo dosare i cavalli del proprio motore sugli skiroll, presentandosi in piazzola con la lucidità necessaria per fare la differenza. “Queste gare ti fanno crescere anche tatticamente, quindi bisogna saper dosare le energie senza spingere sempre per poi arrivare al poligono e sparare male. Sono contenta di come ho gestito la mia gara”.
La vittoria di oggi cancella con un colpo di spugna il quinto posto agrodolce della giornata inaugurale, opacizzato da troppi errori insoliti al tiro per un cecchino del suo calibro. Con la consueta e apprezzabile onestà intellettuale, l’azzurra ha analizzato cosa non avesse funzionato al debutto: “Quando non riesco ad adattarmi al poligono il mio cervello va un po’ in cortocircuito. Non ero agitata, però non riuscivo a leggere bene la situazione e mi sono trovata un po’ in difficoltà. Oggi già dall’azzeramento ho avuto buone sensazioni”.
Per una perfezionista come lei, il piazzamento conta solo se supportato da una performance solida ai bersagli. Il quinto posto di ieri, infatti, non le era andato giù: “Ero contenta di essere arrivata quinta, molto meno di aver fatto tre errori a terra. Se fossi arrivata quinta e avessi sparato meglio sarei stata più contenta. Invece arrivare quinta e fare tre errori a terra mi stava un po’ sulle scatole”.
Con questo trionfo, che bissa il successo ottenuto nell’edizione precedente, Vittozzi lancia un messaggio nitido a tutto il circuito internazionale. La preparazione estiva e autunnale ha funzionato e le gambe girano già a ritmi altissimi. Ora l’obiettivo si sposta verso l’imminente esordio in Coppa del Mondo a fine novembre, con una consapevolezza granitica nei propri mezzi: “Se in questo periodo sei tra i primi è sicuramente una buona cosa, la condizione c’è perché mi sono sentita bene. Adesso l’importante è non ammalarsi e concludere al meglio l’ultima parte della preparazione”. 
La regina del biathlon italiano è tornata a dettare legge: il cammino verso l’inverno è tracciato.

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