“Vittoria per tutto il team, non mi sembra vero!”. Sono state queste le primissime, incredule parole rilasciate a caldo da una commossa di Paula Moltzan ai microfoni di “Eurosport”, subito dopo aver realizzato il capolavoro sul ghiacciaio del Rettenbach a Sölden.
La trentaduenne statunitense ha faticato a trattenere l’emozione per quello che è a tutti gli effetti il giorno più bello della sua vita sportiva: il primo trionfo in carriera in Coppa del Mondo, strappato con le unghie e con i denti al termine di una seconda manche vietata ai deboli di cuore, in cui ha beffato la giovanissima Lara Colturi per un solo, millimetrico centesimo.
Davanti alle telecamere, la Moltzan ha toccato tre corde profondissime, che spiegano perfettamente la grandezza della sua impresa:
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- Lo shock della prima volta: La neovincitrice ha ammesso apertamente di trovarsi in uno stato di totale incredulità. Per lei il tabellone luminoso di Sölden sembrava un sogno e ha confessato la difficoltà a realizzare di aver finalmente agguantato quel gradino più alto del podio troppo a lungo inseguito.
- La dedica al Team USA: Nessun egoismo, solo gratitudine. Paula ha voluto dedicare immediatamente l’oro di giornata a tutto il gruppo statunitense e allo staff tecnico, evidenziando come questo trionfo sia il frutto diretto dell’enorme lavoro di squadra e dei sacrifici condivisi durante la dura preparazione estiva.
- Il premio alla tenacia: A 32 anni, dopo oltre un decennio speso a darsi battaglia nel circuito maggiore affrontando podi sfiorati, cadute e delusioni, questo successo profuma di giustizia poetica. Per l’americana è la ricompensa definitiva per non aver mai mollato la presa, nemmeno quando la vetta sembrava ormai irraggiungibile.
Il circo bianco si inchina alla costanza e al cuore di Paula Moltzan, la nuova regina del Rettenbach.

