Giovanni Franzoni, a stagione conclusa e con una Medaglia Olimpica che brilla al suo collo, attraverso i canali ufficiali della FISI, si racconta: “Non pensavo che fosse così pesante, ammette il discesista italiano, anche il suo valore è veramente grande. Averla conseguita in casa, ed averla vinta in una disciplina che non me l’aspettavo è doppiamente pesante, è stata una olimpiade strana poiché in posti separati non ho vissuto lo spirito Olimpico. Anche se al cancelletto la tensione si fa sempre sentire e tutto il contorno è stato ottimo, se poi aggiungiamo che alla prima gara siamo riusciti a portare a casa ben due medaglie (la mia e quella di Dominik) e ancora piu bello”.
“Diciamo he i due mesi di gennaio e febbraio, prosegue il 25enne, sono stati molto particolari, è quasi come fosse stato un sogno: difficili da ricordare, la tensione di partenza, e come sono riuscito comunque a sciare ed il mio atteggiamento sulla pista. Anche in Val Gardena ero teso, poi si è sbloccata tutto in quella gara: mi son detto sarebbe bello fare un altro podio, poi ne sono arrivati ben altri 5 compresa l’olimpiade! Non me l’aspettavo e sono riuscito secondo me a tenere il focus sulle gare, senza perdere la testa, me la sono forse goduta un po’ meno ma sto adesso iniziando a realizzare adesso spero per la prossima stagione, sarà già difficile replicare figuriamoci fare meglio, però il mio obbiettivo è sempre quello di restare con i piedi per terra e lavorare per fare quello che mi piace”.
“Gli obbiettivi per un velocita sono sempre quelli, raggiunti al mio primo anno non mi lamento, ovviamente mi piacerebbe avere tanta costanza e migliorare non tanto sui risultati ma sul mio essere atleta a 360°. Non nascondo che sarebbe figo a pensare ad una Coppa di specialità, però è molto difficile: diciamo che Odermatt è battibile, ma se guardiamo sul piano di tutta la stagione difficilmente esce dai cinque, e quasi sempre sul podio, è su tutte le piste ed io parlo come atleta di evolvermi in più condizioni possibili perché quello che alla fine ti fa fare la differenza su una stagione lunga è la costanza. Mai dire mai, se mi avessero fatto la domanda ad inizio stagione in quest’anno non avrei mai pensato di realizzare ciò che ho fatto, è impossibile, ovviamente sogno di vincere una Coppa in specialità ma non lo voglio mettere come mio “focus” principale. Se miglioro come atleta, di testa e di performance, poi il risultato arriva da solo. Il prossimo anno ci saranno anche i Mondiali, a Crans Montana su una pista che faccio ancora difficoltà, vediamo un passo alla volta e credo che riusciremo a toglierci ancora tante soddisfazioni!”.

