La prossima edizione dei Giochi Olimpici Invernali è prevista tra quattro anni, dal 1° al 17 febbraio 2030, nelle Alpi francesi, con gare tra l’Alta Savoia, la Savoia, le Alte Alpi e la Costa Azzurra, e Nizza come principale polo urbano. Sarà la quarta volta che la Francia ospiterà i Giochi invernali, dopo le Olimpiadi di Chamonix nel 1924, quelle di Grenoble nel 1968 e quelle di Albertville nel 1992.
Il modello organizzativo si basa in gran parte sul riutilizzo delle strutture esistenti e sulle infrastrutture temporanee, con l’obiettivo dichiarato di limitare i costi e ridurre l’impatto ambientale. Anche se la priorità sarà data ai trasporti pubblici e ai collegamenti multimodali tra le valli e le stazioni sciistiche, il programma sportivo definitivo e la mappa completa dei siti devono ancora essere finalizzati.
La celebrazione ad Albertiville ha avuto luogo in un momento di instabilità per il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Alpi 2030 (COJOP). Negli ultimi mesi si sono registrate diverse dimissioni tra i dirigenti e il direttore generale Cyril Linette sta per lasciare l’incarico a causa di «disaccordi inconciliabili». Fonti vicine all’Eliseo hanno indicato la necessità di “mettere ordine” nell’organizzazione entro poche settimane.
Il presidente del comitato (il COJOP) Edgar Grospiron ha minimizzato le tensioni parlando di “turbolenze” tipiche di progetti di questa portata. La sua audizione davanti al Senato francese è prevista per il 25 febbraio. La nuova squadra dirigente del comitato dovrebbe essere definita a marzo, ma non è certo che Grospiron sarà affiancato da personalità più importanti e influenti di quelle attualmente in carica, il che ridurrebbe il suo ruolo e, in parte, il suo metodo.
Presente ad Albertville, il primo ministro Sébastien Lecornu ha invitato a lavorare in modo coerente per il 2030, chiedendo di non alimentare le previsioni negative sull’esito dei Giochi.
Durante la riunione, Lecornu ha raccolto commenti sull’esperienza italiana. Alcuni hanno citato il modello territoriale diffuso adottato da Milano-Cortina, che anche le Alpi francesi intendono replicare: utilizzo delle infrastrutture esistenti e controllo dei costi, ma maggiore complessità dei trasporti e rischio di una minore concentrazione del “fervore olimpico” nei siti di gara. In Italia, tuttavia, i Giochi sono costati 5,7 miliardi di euro, una cifra che rimane enorme.
A meno di quattro anni dalla scadenza del 2030, la cerimonia di Albertville ha quindi assunto un doppio significato: la chiusura del ciclo Milano-Cortina e il lancio operativo del nuovo progetto, ancora in fase di adeguamento.
Fonte: NosAlpès

