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Giada D’Antonio, 16 anni, dal Vesuvio la prima partenopea all’esordio in Coppa del Mondo di Sci

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Un sogno che diventa realtà, classe 2009, la giovane promessa italiana ha esordito in  Coppa del Mondo in Austria. Giada D’Antonio, soli 16 anni e tanto talento napoletano, ha gareggiato nello slalom di Semmering: la prima atleta partenopea a presentarsi ad un cancelletto di partenza del massimo circuito Mondiale.

Pettorale nr. 70 (su 79 atlete che prenderanno il via nella prima manche), in programma a partire quest’oggi dalle ore 14.15; sarà un esordio decisamente difficile con un pettorale elevato è la naturale conseguenza dei punti FIS in possesso della nostra portacolori, che ha disputato poche gare in certi contesti e dunque dovrà scattare dalle retrovie. Il programma di giornata prevede che le prime 15 atlete scattino 30 secondi dopo la conclusione della prova precedente, l’intervallo scenderà poi a 20” dopo l’arrivo dell’atleta precedente e poi si scatterà subito dopo la conclusione a partire dal numero 31. Annunciati tv break da 2’15” dopo i numeri 15, 22, 30. 

Metà partenopea, metà colombiana (e soprannominata la «pantera» per le sue movenze sulgli ski), è cresciuta a San Sebastiano ai piedi del Vulcano, per una palestra sciistica nata sugli Appennini, a Roccaraso con il suo “Sci club Vesuvio“.

Il suo debutto internazionale, un mese fa, era già stato clamoroso, meglio persino della regina Mikaela Shiffrin. Prima gara internazionale, pettorale 82: vittoria. Alla seconda, bis immediato, con gara gestita, al comando, sotto la neve battente. Poi ancora vittorie, prodigiosi recuperi, coetanee lasciate indietro di otto secondi. Talento puro, determinazione da veterana, cazzimma da emergente. Sull’esordio sfrontato afferma: “Avevo un po’ di ansiella (sic), ma osservando le avversarie, ho capito che si poteva fare”.

Nonostante l’hype mediatico che la dipinge già come una possibile “Campionessa”, con saggezza, tutto il suo l’entourage predica calma. Stefano Romano, presidente del suo Sci Club, e la famiglia hanno sempre mantenuto giustamente un profilo basso: per proteggerla da eccessive pressioni. Sebbene all’orizzonte si intraveda il sogno Olimpico, uno spiraglio si è aperto proprio con questa convocazione, l’obiettivo primario resta la crescita graduale.

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