Quanti giorni trascorre fuori casa in un anno?
“Non mi sono mai messa a contarli però so che sono tantissimi. Quando ho l’occasione di tornare a casa, a Trento, e magari posso fermarmi lì un pochino alla fine penso sempre: mamma mia, sono stata qua tre giorni e mi sono sembrati 10 minuti”.
In pista gareggia più contro sé stessa, per battere il suo miglior tempo, o contro le avversarie?
“Senza dubbio, con me stessa. In gara non parto mai con l’idea di dover superare le altre, ma con l’idea di dover fare il meglio che posso per le mie capacità. Poi c’è la giornata in cui qualcuna riesce a fare meglio di te e c’è la giornata in cui non ce la fa. Ma io cerco sempre di guardare il mio e di fare il massimo delle mie capacità”.
Sono più le soddisfazioni o le rinunce?
“Tutto quello che ricevo in cambio da questa vita batte qualsiasi tipo di rinuncia che ho dovuto fare. Magari ho tolto del tempo ai rapporti con gli amici, alla famiglia, da adolescente ho dovuto dire no a qualche uscita… Ma non ho rimpianti. Sono felicissima della mia carriera, di essere in pista ogni giorno e spero di continuare ancora per tanto tempo. Lo sci è uno sport molto impegnativo, però ne è valsa assolutamente la pena”.
La scorsa stagione ha conquistato la Coppa del Mondo di specialità in discesa libera: l’obiettivo per la prossima?
“Spero di poter replicare la costanza che ho avuto nei mesi passati: ero sempre lì su ogni pista e in ogni condizione sono riuscita sempre a fare una bella gara. Certo, fino al finale di stagione arrivavo quarta, quinta, sesta. Però senza quei quarti quinti sesti posti non avrei potuto vincere la coppa, vorrei solo replicare questa costanza. Non mi piace pormi degli obiettivi troppo grandi”.
La pista che preferisce?
“Dopo le due vittorie consecutive, quella della Val di Fassa ha preso un posto speciale nel mio cuore. Ma sono molto legata anche a Cortina, che mi ha regalato molte gioie e altrettanti dolori: lì ho gareggiato alla mia prima Olimpiade e ho avuto il mio primo infortunio nel 2018”.
Come si supera un infortunio?
“Con tanto lavoro: sul proprio fisico e anche su sé stessi. Dopo quella volta, mi sono fatta male ancora nel 2021. La testa è fondamentale, gareggiamo veramente sul filo dei centesimi e quel poco di fiducia in meno può farti passare dalle stelle alle stalle”.
Una cosa che ruberebbe a Brignone e una a Goggia.
“Di Federica vorrei l’energia che riesce ad avere sugli sci e anche fuori, è un vulcano e ogni tanto le chiedo: Fede dov’è il tasto per spegnerti? Di Sofia vorrei la tenacia, la sua resilienza: si è fatta male tantissime volte, non ha mai mollato e ogni volta è riuscita a tornare ad altissimi livelli”.
Cosa le piace fare quando non scia?
“Adoro molto l’acqua, il mare. E poi diciamo che sono un amante della vita lenta, mi piace ritagliarmi momenti per leggere”.
Fonte: Corriere.it

