A quasi vent’anni, c’è chi sogna il debutto e chi, come Lara Colturi, si appresta a iniziare la sua quinta stagione in Coppa del Mondo. Un paradosso temporale per l’azzurra che corre sotto la bandiera dell’Albania, passata in un lampo dalla categoria Children al palcoscenico dei giganti del circo bianco.
Con oltre 60 gare già alle spalle, un grave infortunio al ginocchio superato e la maturità di una veterana, la figlia d’arte di Daniela Ceccarelli si è confidata a Francesca Marsaglia su Eurosport, tracciando l’identikit di una crescita senza fretta, ma diretta inesorabilmente verso l’Olimpo dello sci alpino.
La nuova stagione porta con sé novità pesantissime nello staff di Lara, pensate proprio per blindare quel definitivo step che le manca per l’élite assoluta. I nomi entrati nel suo team fanno tremare i polsi: Martin Hager, ex allenatore di Lindsey Vonn e Alexis Pinturault, e Johan Clarey, leggenda della velocità rimasto in pista fino a 42 anni, arrivato per curare i dettagli dei jet. “Sono circondata da persone meravigliose, afferma Lara. Per me la velocità è la base: sono cresciuta con una mamma che ha vinto l’Olimpiade in SuperG e il mio primo grande risultato è stato il titolo mondiale juniores proprio in quella disciplina. L’infortunio mi ha frenata, ma dentro di me la voglia di velocità c’è sempre stata”.
Dietro ai successi di un atleta c’è sempre un grande uomo dei materiali. Per Lara quell’uomo è Andrea Vianello, lo skiman delle campionesse (ha curato gli sci di Maze, Rebensburg, Mancuso e persino di Alberto Tomba). Un rapporto profondo, nato nel momento più difficile, quello del rientro dall’infortunio, dichiara la Campionessa: “Andrea ha una mano stupenda, vede subito se uno sci non va. A volte fa dei giochini per provare a ingannarmi, ma lo becco sempre! Gli chiedo spesso di Tomba o delle sue ex atlete, soprattutto per capire l’aspetto mentale, come gestivano lo stress. Io sono molto naturale, mi faccio scivolare tutto addosso, mentre molte altre sono ossessionate dai dettagli”.
Gareggiare contro le proprie leggende è un privilegio per pochi. Lara ammette lo shock di trovarsi al cancelletto con Mikaela Shiffrin, ma se oggi dovesse guardare al circuito con gli occhi di una bambina, non avrebbe dubbi su chi scegliere come punto di riferimento.
“Da piccola non avevo poster, solo foto: Lindsey Vonn, Marcel Hirscher e ovviamente Mikaela Shiffrin. Pensare che ci gareggio insieme adesso è incredibile. Ma se avessi 10 anni oggi? In camera avrei la foto di Federica Brignone. Per come Lindsey si rialzava dopo ogni infortunio, oggi il mio modello sarebbe la Fede”. Il countdown è agli sgoccioli. Con un team stellare, la spensieratezza dei vent’anni e il talento cristallino dei predestinati, Lara Colturi è pronta a riprendersi il futuro. Senza fretta, ma senza voltarsi indietro.

