Mikaela Shiffrin rompe gli indugi e rivoluziona il proprio inverno: nel mirino ci sono gigante e superG, mentre i pali stretti diventano un lusso d’alta quota che vedremo solo a partire da Killington.
La regina assoluta del circo bianco ha battezzato la stagione 2026-27 come “l’anno dell’esplorazione”, un cambio di rotta drastico che ridisegna completamente le gerarchie e le ambizioni della fuoriclasse statunitense.
“Affrontare uno slalom senza la preparazione adeguata è come saltare in un frullatore gigante e cercare di schivare le lame”. L’immagine, affidata a un video sul suo canale YouTube, è l’istantanea perfetta del nuovo corso.
Le trasferte europee d’inizio stagione spariscono dall’agenda per fare spazio a blocchi di allenamento mirati e, soprattutto, a finestre di recupero. La priorità assoluta si sposta su gigante e superG, gestendo il ranking dello slalom con il bilancino solo per non perdere la prima fascia del merito. La prima recita tra le porte strette avverrà sulle nevi di casa a Killington, nel Vermont, alla fine di novembre.
I segnali della metamorfosi affondano le radici nelle ultime stagioni. Lo scorso inverno, stretta dal timore di scivolare fuori dalle trenta in gigante, Mikaela ha aggredito i propri limiti fino a rientrare nella top 7 mondiale, riscoprendo un feeling totale con la velocità. Ma è dal drammatico crash nella discesa di Cortina del 2024 che è maturata la svolta filosofica: pretendere di fare tutto, sempre, ha una data di scadenza.
Continuare a cannibalizzare lo slalom sarebbe stata la via più comoda, ma anche la più rischiosa per la mente: “Mi farebbe venire voglia di smettere prima”, ha confessato con una sincerità disarmante.
Dopo 16 anni passati a pesare ogni decisione sulla bilancia dei doveri verso tifosi, sponsor, squadra e federazione, la Shiffrin si riprende il proprio tempo. C’è un’esigenza più intima dietro questo calendario rivoluzionato: il bisogno di respirare, di godersi la famiglia e la nipotina appena arrivata a Edwards, in Colorado, prima di affrontare cinque mesi di vita nomade in hotel.
“Cerco di stare un po’ di più dentro la gratitudine e di sciare perché voglio sciare“, spiega la campionessa. “Faccio qualcosa di diverso perché tengo ancora tantissimo a tutto questo”.
La preparazione estiva è stata la più dura e frammentata della sua carriera a causa del meteo, ma l’autunno più leggero le sta restituendo la serenità dei giorni migliori. A chi ha già acquistato i biglietti per vederla ballare tra i pali stretti a inizio stagione, Mikaela lancia un appello da vera ambasciatrice dello sport: “Andate comunque alla gara, godetevi lo spettacolo della competizione”.
Il guanto di sfida al resto del mondo è lanciato. Non è un ridimensionamento, è pura ambizione: “Invece di chiedermi quanto riesco a far stare dentro una stagione, mi chiedo cosa succede se mi concedo lo spazio per esplorare. Mi sento competitiva, ho voglia di sciare veloce”. Il countdown è iniziato: il primo verdetto arriverà a fine ottobre sul ghiacciaio del Rettenbach a Sölden. Il gigante è pronto a incoronare, ancora una volta, la sua regina esploratrice.

