Sofia Goggia, è in vacanza per qualche giorno, e trova il tempo per condividere sul suo profilo social le sue avventure, in montagna, dopo 20 anni rivive queste senzazioni uniche:“L’odore della Montagna descritto da Cognetti nel libro “Le Otto Montagne” , sa di stalla, fieno, latte cagliato, terra umida e fumo di legna. Quell’odore io lo avverto sempre quando da Gimillan prendo il sentiero per il Vallone del Grauson; mi inebria e mi rende felice. Per me quello è un sentiero speciale perché passo dopo passo conduce alla Baita che mio padre costruì con le sue mani nel 1986, un luogo magico in mezzo al nulla, un luogo dove non hai niente eppure senti intimamente di avere tutto. La Baita è un luogo a cui sono affezionatissima e, come sostiene mio fratello, “è capace di tirare fuori il meglio dalle persone”..
Sofia Goggia, si gode le vacanze tra le montagne di un tempo bambina, e ogni ricordo è alla sua famiglia
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La Vita spesso porta a esplorare e intraprendere strade diverse e ognuno con i propri obbiettivi e le proprie ambizioni, sceglie la sua…nei giorni scorsi però , dopo 20 anni dall’ultima volta, la Vita ci ha portati a intraprendere quello stesso sentiero, che da Gimillan conduce a quella Baita sotto al Crouzet, accompagnati da quell’odore che solo la Montagna sa darti..”
Sono queste le parole che la Campionessa bergamasca scrive sul proprio profilo social, per ringraziare le sue montagne, i suoi genitori che hanno costruito quella baita dove lei appena può ritorna per rilassarsi e trovare quella pace che le ricorda i tempi trascorsi da bambina.
“È stato bello viverci per due giorni insieme, riuniti in famiglia, nel nostro posto del cuore, come quando io e Cicc eravamo bambini: è stato un tuffo nel cassetto dei ricordi e io mi sono sentita felice. Io so che la Baita ci aspetterà sempre,lassù, nel silenzio del Vallone ..
Grazie Mamma, Papà, Cicc (Tommy) e “topolina” Belle.
E grazie a te Baita: ci rivediamo presto. Infine grazie ai miei fidi compagni Bergamaschi per essere saliti in giornata per accompagnarmi a fare quella meraviglia dell’Invergneaux in bici, dopo anni che lo facevo esclusivamente a piedi; è stata una giornata bellissima!”.

