Asja Zenere, che firma l’impresa della vita conquistando un monumentale quinto posto in slalom gigante, il miglior piazzamento di sempre in una carriera che somiglia a un romanzo di resilienza puro sportiva.
La prima manche si era chiusa con un sedicesimo posto interlocutorio, poi il capolavoro, nella seconda discesa la sciatrice vicentina si è scatenata mettendo in mostra linee perfette e un’aggressività controllata che le hanno permesso di rimontare ben 11 posizioni. Un recupero rabbioso che ha costretto le avversarie a cedere il passo una dopo l’altra.
Al termine della discesa, ai microfoni di “Rai Sport”, la felicità di Asja è incontenibile e spontanea:“Probabilmente oggi sono su un altro pianeta. Sono felicissima: se ad aprile mi avessero detto che avrei fatto quinta a Sölden avrei fatto la firma. Sono contenta di questa prima gara: chi ben comincia è già a metà dell’opera. Quest’estate ho lavorato molto bene e devo ringraziare tutto il team per questo, i tecnici mi hanno dedicato tutto il tempo necessario. Non sono ancora al cento percento, ma se a questo punto di forma arrivano questi risultati, davvero bene così. L’errore nel raccordo l’ho gestito bene: mi sono detta che se avessi fatto tutto bene avrei potuto riprendere ancora velocità. Ero in fiducia anche prima di oggi: ho lavorato tutta l’estate per la mia salute e sono contenta di aver intrapreso questo percorso. Le mie ginocchia stanno bene, abbiamo deciso di non ricorrere all’operazione. A fine stagione punto ad essere tra le top10″.
Per capire il valore di questa top 5 bisogna riavvolgere il nastro. La storia di Asja è fatta di un talento cristallino costantemente messo alla prova dalla sfortuna, tra pesanti infortuni, come il brutto crac al ginocchio di qualche anno fa che avrebbero piegato chiunque. Ma non lei. La “leonessa” azzurra è tornata, guidata da una nuova consapevolezza e da un feeling d’acciaio trovato con lo staff tecnico durante l’estate.
Un rapporto basato sul rispetto delle sue idee geometriche tra le porte larghe:“Hanno rispettato il mio gigante, ha proseguito Asja, mi hanno detto su che bilancia metterlo. Io gli ho detto che lo volevo al 50% con i superG e loro mi hanno dedicato il tempo. È stata una bellissima cosa, devo essere sincera, sono stati eccezionali”.
Fino ad oggi, il suo miglior piazzamento in gigante era stato un nono posto a Copper Mountain. Questo quinto posto a Sölden riscrive le gerarchie interne della squadra e lancia un messaggio chiarissimo a tutta la Coppa del Mondo. L’estate di duro lavoro sta già pagando i dividendi. Con la fiducia alle stelle e una polivalenza che strizza l’occhio alla velocità, Asja Zenere si candida ufficialmente a essere una delle mine vaganti più pericolose e affascinanti del circo bianco per la stagione appena iniziata.

