martedì, Novembre 3, 2026
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Marta Bassino oltre i fantasmi del Rettenbach: il risultato non conta, la “Piuma d’Oro” è tornata in pista

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Il cronometro di Sölden non mente, ma guai a fare drammi. Il debutto stagionale di Marta Bassino sul ripidissimo ghiacciaio del Rettenbach si è chiuso anzitempo con un 43° posto nella prima manche, accusando un distacco di tre secondi netti dalla leader di frazione Mikaela Shiffrin.
Un verdetto che le ha impedito l’accesso alla seconda discesa, ma che rispecchia fedelmente il cartello “lavori in corso” che la trentenne di Borgo San Dalmazzo porta comprensibilmente addosso.
La piemontese ha sciolto le riserve sulla sua partecipazione solo a pochissime ore dallo start. Quella in Austria non doveva essere la gara del grande risultato, ma il passaporto per il rientro ufficiale nel circo bianco dopo un lunghissimo calvario.
Sulle pendenze più arcigne del tracciato austriaco, Marta ha sciato con il freno a mano tirato, palesando la netta sensazione di non riuscire a mollare gli sci per linee d’attacco. Un approccio conservativo che la stessa azzurra ha ammesso senza giri di parole nel post-gara: “Sono stata contentissima di partire. Devo ancora riprendermi, qui è sempre tostissima, ho sentito di aver tenuto tantissimo nel muro e non riuscivo a prendere ritmo, ma me lo immaginavo. Anche nel raccordo non mi sono fidata. Ho bisogno di passaggi, devo riprendere confidenza”.
La notizia più importante, però, è che a un anno dall’infortunio che le ha fatto saltare l’intera passata stagione, il ginocchio ha risposto alla grande.
Superata la delicata fase di rimozione della placca e gli adattamenti fisici necessari, la Bassino si sente bene atleticamente. I veri nodi da sciogliere sono psicologici e tecnici: rimettere piede in Val Senales per gli allenamenti, proprio sul luogo del misfatto, ha riaffiorato qualche inevitabile fantasma nella testa, una barriera mentale del tutto normale per chi rientra da un lungo stop, esattamente come sta accadendo a Petra Vlhova o come dimostrano le rinunce cautelari di Marcel Hirscher e Alexander Steen Olsen.
A complicare il quadro del rientro c’è un pacchetto di novità strutturali enorme, che la Bassino non aveva mai potuto testare nel fuoco di una competizione ufficiale:
    • Il cambio materiali: Nell’estate del 2025 è arrivato il clamoroso passaggio agli sci Head.
    • La nuova guida tecnica: La collaborazione fresca di zecca con il coach Thierry Marguerettaz.

Tutti tasselli di un mosaico che richiede tempo, chilometri e porte per essere digerito e sfruttato al massimo. Nel frattempo, la classifica della World Cup Start List (WCSL) la vede scivolata inevitabilmente al 37° posto, una posizione scomoda che le imporrà pettorali alti e partenze di rincorsa nelle prossime uscite.
La Coppa del Mondo ora concede una tregua provvidenziale. Il circo rosa si ferma per un mese prima di volare oltreoceano per la cruciale trasferta in Nord America, dove si gareggerà sulle nevi di Killington e Mont Tremblant.
Saranno quelle le piste, meno estreme e dal profilo tecnico differente rispetto al Rettenbach, a offrirci i veri indicatori sulla crescita di Marta. Sölden è stato il casello autostradale per rompere il ghiaccio e respirare di nuovo il clima del cancelletto di partenza.
Il viaggio per ritrovare la vera “Piuma d’Oro” dello sci italiano è appena iniziato. Per ora, il messaggio più bello è solo uno: bentornata Marta.

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