La FISI rimanda la resa dei conti a fine stagione, ma il mondo della neve è già una polveriera. Attraverso una lettera ufficiale inviata il 28 ottobre 2026 a sci club, comitati e corpi militari, il presidente in carica Flavio Roda ha annunciato la road map per la nuova assemblea ordinaria elettiva: si voterà a motori spenti, indicativamente entro e non oltre la prima metà del mese di aprile 2027.
Una scelta strategica dettata dal Consiglio Federale, che ha voluto anticipare le delibere formali per disinnescare le inevitabili polemiche, ma che ha l’effetto immediato di spaccare l’ambiente tra chi difende i regolamenti e chi invoca un cambiamento immediato.
Le radici di questo stallo istituzionale affondano nel fallimento del 10 ottobre scorso a Verona, quando l’assemblea federale ha mancato il quorum costitutivo per l’elezione del presidente. Una situazione inedita nata dalle recenti modifiche normative. Roda, dal palco del convegno AMSI a Palazzo Lombardia, ha rassicurato tutti sulla piena operatività dell’organo in carica, ma il nodo temporale resta strettissimo: lo Statuto impone che tra l’avviso di convocazione e il voto passino almeno 60 giorni.
Perché non votare a gennaio o febbraio? Il Consiglio Federale si fa scudo dietro la tutela di atleti e tecnici. Per statuto e per i Principi Fondamentali del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), queste categorie devono votare di persona e senza deleghe. Convocare le urne nel cuore dell’inverno, con i professionisti costantemente in viaggio tra una tappa e l’altra di Coppa del Mondo, avrebbe significato svuotare la sala, privare gli atleti dei propri diritti e rischiare un nuovo, clamoroso flop del quorum.
Sul tavolo dei critici era finita anche l’ipotesi del voto a distanza, inserito nelle modifiche statutarie di giugno. La via del voto da remoto è stata però sbarrata dopo le consultazioni con il CONI: mancano le linee guida e le piattaforme tecnologiche adeguate a gestire la complessità dei voti plurimi della FISI. Inoltre, per garantire l’anonimato e la sicurezza, i votanti avrebbero dovuto comunque raggiungere postazioni fisiche dedicate, annullando di fatto i vantaggi logistici del digitale.
Aprile, tuttavia, non è solo una scelta di comodo, ma serve anche a ratificare un passaggio storico: l’ingresso formale degli atleti paralimpici in FISI. In sinergia con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), gli uffici federali stanno varando i decreti attuativi per garantire la continuità del diritto di voto (ereditato dalla FISIP) e calcolare i voti plurimi legati ai risultati dell’inverno precedente. Una nuova tabella voti che sarà allegata ufficialmente al prossimo bando.
La decisione di allungare i tempi non è affatto piaciuta alla minoranza interna. Chi spingeva per andare alle urne già a gennaio è pronto a dare battaglia, sostenendo che aprile sia una data drammaticamente tardiva per programmare la stagione successiva e impostare i necessari cambi di rotta tecnici.
La caccia alla poltrona di Via Piranesi è ufficialmente aperta, ma la vera sfida non sarà solo conquistare la maggioranza, bensì traghettare una Federazione spaccata verso regole finalmente stabili e condivise.

